Chi siamo

La nostra storia!

A tutti gli amici di Broto che leggeranno questa nota va il mio saluto e il mio augurio di Pace. Mi è stato chiesto di scrivere due righe per raccontare come nasce la Broto Onlus, ed eccomi qua.
Ho cercato in queste poche righe che seguono di trascurare la forma dando spazio alla sostanza, lasciando che le persone e i fatti, i pensieri e le emozioni provate, venissero ripescate tal quali dalla memoria del mio cuore.
Tutto ha inizio così, durante un concerto gospel al Palastampa di Torino. In quell’occasione si raccoglievano fondi per un sacerdote, don Renato Chiera, che lavorava con i “meninos de rua”, i bimbi delle favelas in Brasile.
Durante l’intervallo sono andato a visitare gli stand delle varie associazioni ed in uno di questi ho avuto la fortuna di ricevere come bimbo in adozione a distanza Gildervann.
Da quel giorno molti altri sono stati i bimbi che ho avuto la fortuna di ricevere in adozione, le cui foto sono ancora appese nel mio studio.
Con il passare del tempo, chi per un motivo chi per un altro, alcuni di loro sono usciti dai progetti, come i più fortunati, mentre altri, purtroppo, sono spariti, chi tra la furia dello Tsunami, o peggio ancora tra la furia folle di quella che qualcuno chiamava “la notte della ragione”, che muove gli uomini a sterminarsi, come nel caso del mio bimbo in Africa .
Tornando al Barsile, il bimbo in adozione all’inizio per me era solo una foto, forse una maniera per lavarmi la coscienza e ringraziare Dio per tutte le cose buone che faceva succedere nella mia vita, soprattutto dal punto di vista professionale. Era una maniera per iniziare e intraprendere un cammino di “restituzione” e di “condivisione” con chi aveva avuto la sorte di nascere dall’altro capo del mondo e, non so per quale motivo, non aveva le possibilità e le occasioni che invece erano state riservate a me e ai giovani della mia amata terra.
Poi ad un certo punto è successa una cosa che mi ha permesso di entrare in diretto contatto con il bimbo. Sei anni fa circa mi sono dovuto trasferire in Brasile per lavoro, a Curitiba. Essere in Brasile e non andare a vedere il bimbo, ma soprattutto – lo dico per onestà – non andare a verificare se realmente esistesse il Centro, se Gildervann fosse reale e con lui tutti i discorsi e i progetti che mi erano stati raccontati, mi sembrava un po’ da persona superficiale. Anche perchè nel frattempo avevo “contagiato” molti amici nell’impresa e inoltre, i miei bimbi sparsi tra Africa e Sud America erano ormai diventati 6 nei vari progetti di Adozione.
25 Luglio 2003? eccomi allora all’ aeroporto “Alfonso Pena” di Curitiba ? un veloce scalo in Sao Paolo Congonhas e poi l’aereo tocca il suolo di Fortaleza.
E qui inizia una delle più belle e più forti storie d’Amore della mia vita. Quella con “Raio de Luz” !!!
L’immagine del mio primo incontro con Gildervann, come pure quella del primo distacco, sono nitide e ricche di emozioni. C’era un bimbo, accompagnato dalla direttrice del centro e dalla famiglia di questa, con un cartello in mano: ” Donato, seja bemvindo”. Piccolo, timido, decisamente non a suo agio. Gildervann era lì! Esisteva! La foto prendeva forma! Aveva un volto, una voce, un profumo che ancora oggi ricordo e suscitano in me emozioni fortissime. Il “mio” Gildervann da quel giorno è cresciuto molto e dal piccolo bimbo che mi dava una sensazione di estrema debolezza, si è trasformato in un ragazzino solare, estroverso, sicuro di se e dell’amore che lo accompagna. Studia, fa sport ed ha una fantastica normalissima vita da adolescente; partecipa ai laboratori di Raio de Luz ed attualmente suona diversi strumenti musicali tra cui il basso che è la sua passione. Sono molto orgoglioso di lui e ringrazio il Signore di aver fatto incrociare le nostre strade.
Fin qui, potrebbe obiettare qualcuno, tutto normale! E’ la storia comune a moltissimi padrini che incontrano il loro bimbo e viceversa. Ma se a questo punto iniziassi davvero a raccontarvi quello che ho visto in Brasile, se potessi descrivere la capacità degli operatori, la potenza dell’amore che “derrama” dalla mia amica Denise, la direttrice del centro, l’incontro con il mio nuovo fratello Iran, e con i bimbi e ragazzi che man mano conosco; se vi parlassi della carità della mia irmà Docarmo e delle altre cuoche che giornalmente prestano le braccia e il cuore alla Divina Provvidenza di Dio, o ancora, se vi raccontassi la gioia del mio “cattolico” incontro nella preghiera con il Pastor della chiesa locale, capireste che per me questo è il miracolo che Dio continua a perpetrare nella mia vita.
Di viaggi a Fortaleza da allora ne ho fatti parecchi e nell’ultimo anno, grazie all’aiuto di alcuni amici, abbiamo già acquistato un terreno per raddoppiare la struttura della scuola, un altro terreno per fare “aula de campo” e da qualche mese ci siamo costituiti in associazione “Broto Onlus”, con il progetto, tra l’altro già avviato, di costruire un Gymnasium che funga da struttura polivalente e che permetta l’inserimento a scuola di altri 400-500 bimbi del poverissimo quartiere di Granja Portugal.

Donato Carratù

Via Ponte, 40 – 86070 Scapoli (IS)

366 375 0152

broto.onlus@hotmail.it

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